domenica 16 agosto 2015

L'intransigenza di Paolo Calabrò. Recensione di Manuela Mazzi per «AgoraVox»

Adoro gli impianti classici della narrativa gialla ed è indiscutibile che «L'intransigenza» di Paolo Calabrò (uscito per le edizioni Il Prato) sia un ottimo esempio di rivisitazione della formula – riuscitissima in passato e sempre di moda – adottata dai più grandi.
Mi riferisco al modello che vede il narratore farsi protagonista, nel caso specifico, Nico Baselice come Watson (o Goodwin o Hastings) - per restare in tema - un po' polemico, schietto, leale, non molto brillante, o almeno non di certo quanto il vero protagonista del romanzo, cioè Maurizio Auriemma (come fosse Scherlock): lui, sì, intelligente, intuitivo, un pizzico misterioso, sempre a un passo avanti rispetto alla sua "spalla". Un aiutante, Nico, con il quale - loro malgrado - inizia una relazione che lascia ben intuire come potrà evolversi alla ricerca di un legame d'amicizia sempre più forte.
E poi c'è l'investigazione, sulla quale, come in ogni giallo che si rispetti, viene convogliata l'attenzione del lettore in quanto è la seconda parte più importante di un impianto classico. Al primo posto, di fatto, c'è la caratterizzazione dei personaggi, qui - come già detto - ben riuscita. Spicca persino il protagonista nascosto, il «Dio perverso»: uno spettro motivazionale che anima il lato oscuro della gente mite e timorata; pecorelle smarrite in piena Campania. Scelta interessante, quella del tema che racchiude in sé l'originalità della narrazione. Questo romanzo si distingue infatti per qualcosa che - come si suol dire - brilla per la sua assenza, e in questo caso mi riferisco alla solita e super gettonata malavita mafiosa che impregna molti gialli ambientati al Sud. Inoltre permette all'autore di sondare aspetti psicologici e filosofici di personaggi ed eventi, consentendogli di far tesoro delle sue conoscenze. Di certo lascia spazio a delle riflessioni...

(«AgoraVox», 12 agosto 2015)

Paolo Calabrò

Filosofia e Noir

Madrelingua napoletano, vive a Caserta, dedicandosi alla famiglia, alla filosofia e, ovviamente, al noir. Gestisce il sito ufficiale di Maurice Bellet in italiano