Saggi

Come è possibile che il cristianesimo, religione dell’amore, si trasformi nella religione del “dovere”, avvilendo l’uomo fino a schiacciarlo? E come può la morale cristiana chiudere l’uomo in una gabbia così stretta da condurlo addirittura alla malattia mentale? In definitiva: qual è il futuro del cristianesimo? Maurice Bellet – filosofo, teologo e psicanalista francese – cerca di rispondere a queste domande in un confronto serrato con la filosofia e con la scienza, nella convinzione che questi non siano solo problemi dei cristiani, ma di tutta la civiltà occidentale che è cresciuta insieme al cristianesimo e che con esso deve misurarsi necessariamente, anche quando pretende di farne a meno. Questo libro prova ad offrire una sintesi delle idee di Bellet, che nelle sue opere spazia dalla teologia all’economia, dall’antropologia alla letteratura, fino all’audace tentativo di costruire una scienza dell’umano, cioè un sapere delineato sul modello delle scienze moderne il cui oggetto sia l’uomo. Una trattazione che esamina i temi dell’autore in maniera sistematica e graduale, attingendo anche alle tante opere non ancora tradotte in italiano, per offrire al lettore un’introduzione completa a un pensiero vasto ed ambizioso.


La materia è libera. Il mondo ha una coscienza. Il pensiero modifica il pensato. Il tutto è maggiore della somma delle parti. Le teorie di Raimon Panikkar, filosofo catalano che ha dedicato la vita all’incontro tra i saperi, possono talvolta sembrare lontane dalla tradizione metafisica e scientifica dell’Occidente. Eppure, a guardare le cose più da vicino, si scopre che alcune intuizioni scientifiche, dalla meccanica quantistica alla teoria del caos, mostrano una sorprendente affinità con il pensiero di Panikkar ed una medesima sensibilità ai temi dell’unità e della continuità del reale. Nella visione di Panikkar le culture si ritrovano nella comune opera di condurre alla conoscenza delle cose, ad una maggiore consapevolezza di sé, all’armonia con il cosmo; la fisica e la filosofia convergono nel sostenere che la “cosa in sé” non esiste, ma soprattutto che non ve n’è alcun bisogno. La verità è che la realtà è la trama delle relazioni che legano ogni cosa ad ogni altra. Non esistono cesure. Le cose si toccano.