Racconti

"Fumo"
Antologia di racconti in formato elettronico finalizzata alla raccolta di fondi per le popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016.
Leggi il racconto online


"In vino veritas"
Morire d’estate è facile. Il caldo fa impazzire, e in un lampo la situazione più normale può volgere in tragedia. Complice un’onda inattesa oltre la riva; le trappole e i segreti di una casa di vacanze sconosciuta e inospitale; il tran-tran di chi è stato costretto a rimanere in città, a barcamenarsi tra lavoretti occasionali ed espedienti ai limiti del lecito… Undici scrittori di razza, conoscitori del cuore di Napoli e della sua faccia più oscura (dai malfrequentati anfratti del centro metropolitano, alle deserte periferie di provincia, dalle inquietudini esposte alla rovente sabbia del Cilento, alla criminalità organizzata dei capoluoghi sul mare), osservatori di una realtà che, più sembra bella, più sembra poter franare sotto ai piedi da un momento all’altro. Undici storie gialle e nere che hanno la lingua, la storia, il sapore di una città che, senza risolvere la continuità, si può amare e temere. Leggi Napoli. E poi muori.


"Smetto quando voglio" - Segnalato al Concorso La mia sfida al male 2016 di Fara editore

Il giudizio di Cristina Lega: «Snello, veloce, brillante e ironico. Questo mi ha "rubato" questo racconto, l'autore ha una bella scrittura, e si vorrebbe che la storia continuasse a lungo. Una scrittura fresca e spontanea che tratta temi di cui spesso non si parla. Un bravo all'autore».


"Io so' pazzo. Racconto bilingue" - Terzo classificato al Concorso InsanaMente 2014 di Fara editore

Giudizi ricevuti: «Una vicenda che trasuda verità e racchiude in poche righe un mondo intero. Lo scandire del tempo che trasmette il non avere alternative, la debole forza del prendere soldi e far esplodere. Un esplosione che è anche dentro. E non lascia spazi a commenti se non al silenzio. Efficace l’alternanza della lingua, restituisce al racconto concreta vita della vita di quegli uomini.» (Alessandra Pederzoli) - «Originale nella sua stesura e nell’uso della lingua. Piacevole nella lettura e per il senso del racconto: sembra di vederlo, il protagonista, che attende lo scoppio e nel mentre gli tornano le immagini di ciò che lo ha portato a quel gesto… se ne percepisce la frustrazione e la tensione per tutti i 30 secondi. Uno scoppio finale che è anche liberatorio. Bisogna essere pazzi per scrivere così, ma la pazzia, in questo caso è bella e fa bene.» (Luciano Palumbo) - «Una scrittura creativa che lascia presagire il mondo interiore che può celarsi dietro ogni notizia di cronaca. Una parola scandita dall’inesorabile trascorrere del tempo dove la follia si fa presagio. La doppia lingua porta il lettore a due modi di pensare distinti, ma contaminati. Uno fa l’eco all’altro e lo completa. Stimolante!» (Simona Mulazzani)