storiedicoaching
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Cristina era attanagliata dal senso di colpa; ogni volta che strappava del tempo da dedicare alla scrittura, sentiva nella sua mente uno di questi rimproveri: “Stai togliendo tempo alla famiglia”; “Stai togliendo tempo al lavoro”. Spesso, sono le voci degli altri quelle che sentiamo; quelli che ci stanno più vicino e che in genere vedono
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Invitai Bruno (anche questo è un nome di fantasia; tutti i nomi di queste storie di coaching lo sono) – autore all’epoca agli inizi, di cui avevo letto i primi romanzi, che mi erano piaciuti al punto di accettare di scrivere per lui la prefazione al suo ultimo lavoro – a partecipare a uno dei miei
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Quella di Angela (il nome è di fantasia) è una storia di qualche anno fa. Nel corso di un incontro di writing coaching, mi pose l’obiezione classica: “Non ho tempo per scrivere”. Risposi così: «La mattina, quando ti svegli, prendi il taccuino e portalo con te. Dovunque: in cucina quando fai il caffè, in bagno quando ti