#12 – “Troppe preoccupazioni”

Nicola non riesce a concentrarsi: viene continuamente distratto dalle preoccupazioni, da timori che provengono dagli ambiti più svariati.

«Quando ti viene da pensarci – gli chiedo – poi agisci di conseguenza per risolvere il problema?»

Mi dice di no, che queste ansie lo sopraffanno soprattutto di sera e che comunque non si risolve ad agire fino alla mattina dopo.

«Quindi, continuare a pensare a queste cose, materialmente, non ti serve a niente».

In effetti, mi conferma, tenersi questi pensieri in testa non gli è di nessuna utilità; solo che non riesce a liberarsene. «Ho la sensazione – mi dice – che se smettessi di pensarci arriverai all’indomani impreparato». Eppure, ammette che, di fatto, da tutto questo rimuginare non viene fuori nessuna soluzione.

Allora, suggerisco il seguente stratagemma: scrivere ciascuna di queste preoccupazioni, appena si affacciano, su un foglietto di carta da portare in tasca tutto il tempo; sempre a portata di mano, in modo che non sembri di volersene dimenticare; foglietto da tirar fuori la mattina dopo, quando si decide di intervenire concretamente perla risoluzione dei problemi.

Non sempre è facile disfarsi di pensieri molesti con uno stratagemma semplice come questo; alcuni tendono poi a ritornare, più o meno nella stessa forma (e più o meno alla stessa ora: tipicamente, verso sera). Ma Nicola sa che adesso non deve per forza subirne passivamente la pressione: può anche intervenire attivamente per metterli da parte.

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