martedì 23 giugno 2015

L'intransigenza di Paolo Calabrò. Recensione di Nicla Morletti

L’intransigenza è l’atteggiamento di chi non è disposto a transigere. Considerato un pregio o un difetto, secondo che si associ all’idea di fermezza e rigore o piuttosto a quella di chiusura e intolleranza.
Con questo originale titolo si apre un noir molto originale che coinvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina per la sua scorrevolezza e per la misteriosa e accattivante trama. Man mano che si va avanti nella lettura viene da domandarsi: come fare ad individuare un criminale che agisce con una sua logica consequenziale, dalla razionalità perfettamente calcolabile, ma a rovescio? A rendere ancora più allettante tutta la narrazione, appare tra le pagine anche il cubo di Rubik, con il suo enigma della croce bianca da fare allineando gli spigoli. Il giallo svela al suo interno un cristianesimo dominato dal “Dio perverso” con le azioni più ignobili,
mentre la mentalità collettiva miete più vittime dei singoli moventi. Il ritmo è serrato, la scrittura piacevole, lo stile inconfondibile. I locali della parrocchia di San Leopoldo, di proprietà comunale, sono stati devastati durante la notte. I fatti incuriosiscono il lettore che a questo punto vuol saperne di più, mentre l’attesa regna sovrana. Tutto si svolge a Puntammare, un piccolo paese del litorale casertano il cui sindaco che ha più a cuore la propria immagine che la giustizia, non è interessato a scoprire chi siano i colpevoli. L’importante per lui è che la giunta non sia invischiata in certi accadimenti. E come il Don Abbondio dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, non vuol saperne di brutte vicende e di cose che possono sconvolgere il proprio quotidiano vivere. Ma non la pensano allo stesso modo Nico Baselice, vigile urbano e Maurizio Auriemma, impiegato dell’ufficio tributi che si ritrovano a formare una squadra di investigatori privati conducendo un’indagine irregolare e anomala che rischia di coinvolgere i nomi più in vista della cittadina. Da qui prende vita un’originale noir che si dipana tra colpi di scena, intrighi e avvenimenti che si svolgono tra gli uffici del comune e le strade della costa. Non aggiungo oltre. La curiosità a questo punto cresce. Lascio al lettore la scoperta di queste avvincenti pagine che non danno tregua, non lasciano scampo e coinvolgono appassionatamente fino all’ultima pagina.

(«Manuale di Mari», 22 giugno 2015)

Paolo Calabrò

Filosofia e Noir

Madrelingua napoletano, vive a Caserta, dedicandosi alla famiglia, alla filosofia e, ovviamente, al noir. Gestisce il sito ufficiale di Maurice Bellet in italiano